Ist eine Leberkur sinnvoll

Una cura del fegato è utile? Valutazione scientifica

Guida alla salute del fegato · Aggiornato: 30 agosto 2026

Di · Redazione Steiger Naturals · Ricercato sulla base delle fonti della Fondazione tedesca per il fegato, dell’Ospedale universitario di Friburgo e del Centro consumatori · Tutte le fonti nel dettaglio

TL;DR – Le 3 affermazioni principali in 30 secondi
  • Una cura per il fegato è utile? Sì, ma solo nella forma giusta: come programma di stile di vita con modifica dell’alimentazione, attività fisica, meno alcol e un peso normale, una cura per il fegato è comprovata come utile; sotto forma di prodotto in capsule o cura detox, invece, non è scientificamente comprovata.
  • Il fegato non ha bisogno di essere depurato. È l’organo deputato alla detossificazione: il Prof. Tobias Böttler, MD, del Centro epatologico Gerok di Friburgo, afferma: «Il fegato è l’organo deputato alla detossificazione. Se è sano, svolge tutti questi compiti da solo».
  • Per gli integratori vale in tutta l’UE un solo claim relativo al fegato: «La colina contribuisce al mantenimento della normale funzione epatica» (almeno 82,5 mg di colina per dose giornaliera). Tutto ciò che va oltre — «detossifica», «depura», «elimina le scorie» — è vietato e costituisce un campanello d’allarme. Per saperne di più, consulta la sezione sugli integratori alimentari.

Una cura per il fegato è utile? La risposta breve

La domanda «Una cura per il fegato è utile?» trova nella medicina epatica una risposta chiaramente ambivalente: e non è una scappatoia, bensì una valutazione onesta. Sì: una cura per il fegato è utile se con questa espressione si intende un programma di stile di vita: modificare l’alimentazione, aumentare l’attività fisica, ridurre il consumo di alcol e normalizzare il peso. No: una cura per il fegato sotto forma di capsule, succhi detox o programmi depurativi non è scientificamente comprovata. Il beneficio, quindi, non dipende dal prodotto, ma dalla forma.

La distinzione non è una sottigliezza, ma una questione di denaro e salute. Contesto: secondo la Fondazione tedesca per il fegato, circa un terzo degli adulti in Germania ha il fegato grasso, causato nella maggior parte dei casi da un’alimentazione ricca di zuccheri, dall’alcol e dal sovrappeso. Per questo problema esiste una soluzione scientificamente comprovata: il Centro epatologico Gerok di Friburgo descrive come la normalizzazione del peso corporeo, l’attività fisica e un’alimentazione sana possano davvero fare la differenza. Tutti questi sono elementi di un programma di stile di vita: ed è proprio questo il significato legittimo della parola cura, intesa come piano strutturato nell’arco di diverse settimane, non come promessa legata a un prodotto. Chi invece acquista capsule o succhi detox paga per un effetto privo di prove di efficacia; da anni il Centro consumatori sottolinea che le “scorie” da eliminare non esistono.

Che cosa si intende per cura del fegato?

Il termine non è definito né dal punto di vista medico né da quello giuridico, ed è proprio questo a spiegare la confusione del mercato. Nel linguaggio comune, con “cura del fegato” si intendono tre cose molto diverse: un programma per lo stile di vita della durata di diverse settimane, un integratore alimentare sotto forma di capsule o cura da bere, oppure un programma detox di breve durata a base di succhi e digiuno. Poiché il commercio mescola tutti e tre i significati, la risposta alla domanda se una cura del fegato sia utile cambia completamente a seconda dell’interpretazione.

Il termine ha diverse origini: nel senso classico, “cura” indica un periodo limitato e accompagnato, dedicato al recupero o a un cambiamento; in seguito la parola è passata al settore del benessere e degli integratori. Oggi con “cura del fegato” si intendono quindi sia programmi seri per cambiare stile di vita, sia capsule, cure da bere e kit detox con promesse a base di erbe. La denominazione non è tutelata per legge; ciò che viene venduto con questo nome non dice quindi nulla sul contenuto. Una sola cosa rimane costante: la fisiologia. Il fegato è contemporaneamente centro del metabolismo, organo di deposito, produttore di bile e impianto di detossificazione: utilizza le sostanze nutritive, immagazzina vitamine e riserve di zuccheri e scompone i prodotti del metabolismo e dei farmaci. Il funzionamento concreto di questo organo è illustrato in modo comprensibile dal breve video della Fondazione Gesundheitswissen:

Quali argomenti depongono a favore di una cura del fegato?

Sì, ci sono buoni argomenti, purché si riferiscano al programma per lo stile di vita. Un arco di tempo strutturato da quattro a dodici settimane dà all’iniziativa un nome, una data di inizio e un piano; condizioni di questo tipo aumentano la probabilità che il cambiamento inizi davvero e venga portato avanti. Chi imposta correttamente una cura del fegato combina un controllo medico dei valori epatici con due o tre obiettivi concreti: eliminare le bevande zuccherate, fare pause dall’alcol, muoversi ogni giorno. Nulla di tutto ciò richiede l’acquisto di un prodotto.

Nel dettaglio, il formato convince per quattro motivi: primo, un arco di tempo definito crea impegno: «quattro settimane senza bevande zuccherate» è un obiettivo operativo, mentre «vivere in modo più sano» resta vago. Secondo, la data di inizio fornisce un punto di riferimento naturale: peso, circonferenza vita e, idealmente, un controllo medico dei valori epatici documentano la situazione di partenza. Terzo, i progressi visibili nelle prime settimane rendono il cambiamento sostenibile, perché i risultati motivano. Quarto, ciascuno di questi obiettivi produce un doppio beneficio: meno fruttosio e meno alcol alleggeriscono l’intero metabolismo, non solo il fegato. L’aspetto interessante è che nessuno di questi argomenti richiede un acquisto. Qui la cura è uno schema di pianificazione; il contenuto sono obiettivi comportamentali, non liste di ingredienti.

Quali argomenti sono contrari a una cura depurativa per il fegato?

Esistono argomenti importanti contro la versione a base di capsule e detox. Primo, manca qualsiasi prova dell’efficacia dei prodotti depurativi e disintossicanti. Secondo, i programmi brevi di sette o quattordici giorni producono un effetto che termina con la fine della cura: il paragone con l’effetto yo-yo viene spontaneo. Terzo, promesse pubblicitarie drammatiche possono dissuadere le persone dal sottoporsi agli accertamenti medici di cui avrebbero realmente bisogno. Quarto, la versione detox costa denaro per qualcosa che comprovati interventi sullo stile di vita offrono gratuitamente.

«Le “scorie” o i depositi nocivi che presumibilmente si accumulerebbero nell’organismo non esistono». — Verbraucherzentrale sui prodotti detox e disintossicanti

A ciò si aggiunge un effetto psicologico raramente menzionato: chi si è “disintossicato” per due settimane si sente appagato e poi torna alle vecchie abitudini; le cause — zucchero, alcol, sedentarietà, sovrappeso — restano intatte. Inoltre, le promesse pubblicitarie che vanno oltre l’unico claim autorizzato sulla colina non sono una semplice leggerezza: violano la normativa alimentare vigente dell’UE e danneggiano proprio le persone che hanno bisogno di un cambiamento reale. L’argomento contrario, quindi, non è rinunciare alla prevenzione della salute, bensì indirizzare denaro ed energie là dove esistono evidenze: in cucina, nelle scarpe da ginnastica e nello studio medico.

Cosa dice la scienza sulle cure depurative per il fegato?

Le evidenze scientifiche sono chiare e distinguono nettamente la questione delle cure depurative per il fegato in base alla loro forma. Per gli interventi sullo stile di vita esistono dati solidi: la perdita di peso, l’attività fisica e il cambiamento dell’alimentazione migliorano comprovabilmente la steatosi epatica: è il risultato meglio documentato nell’intera prevenzione delle malattie del fegato. Per capsule, succhi detox e programmi di “purificazione”, invece, mancano prove di efficacia; Stiftung Warentest cita il nutrizionista Prof. Dr. Andreas Pfeiffer con questa chiara affermazione: «Disintossicarsi per compensare l’ambiente tossico è una sciocchezza».

«Il fegato è l’organo della disintossicazione. Se è sano, svolge questi compiti completamente da solo.» — Prof. Dr. Tobias Böttler, Centro epatologico Gerok, Ospedale universitario di Friburgo

La medicina giustifica questo approccio con la fisiologia dell’organo. Tre dati della Fondazione tedesca per il fegato lo rendono concreto:

Fatto Numero Inquadramento
Peso circa 1,5 kg L’organo interno più pesante: centro del metabolismo, deposito e impianto di disintossicazione in uno
Afflusso sanguigno circa 1,5 litri di sangue al minuto Il fegato elabora continuamente il sangue: «lavora» 24 ore su 24, senza che sia necessario avviare tutto questo con una cura
Diffusione del fegato grasso circa un terzo degli adulti in Germania La malattia epatica più comune: le cause principali sono zuccheri, alcol e sovrappeso, non le «scorie»

Numeri di questo tipo spiegano perché la ricerca sul fegato si concentri su questioni sistemiche — metabolismo, peso corporeo, attività fisica — e non su singole sostanze. Chi desidera approfondire le evidenze sulla malattia epatica steatosica (fegato grasso) può consultarle raccolte presso la Fondazione tedesca per il fegato; i link si trovano alla fine di questo articolo.

La cura del fegato come programma di stile di vita: cosa comprende?

Come programma di stile di vita, una cura del fegato si basa su sei leve indicate concordemente dalle società scientifiche. Ridurre gli zuccheri, minimizzare l’alcol, puntare al normopeso, fare attività fisica regolarmente, mangiare in modo equilibrato e prendere sul serio la prevenzione: nulla di tutto questo costa un centesimo in più. Proprio questi sei punti costituiscono il nucleo scientificamente comprovato di ogni cura seria per il fegato.

Leve Cosa c’è dietro Fonte/Base
1. Ridurre gli zuccheri Il fruttosio contenuto nelle bevande zuccherate, nei succhi e nei prodotti pronti viene metabolizzato principalmente nel fegato: è uno dei principali fattori alla base della steatosi epatica non alcolica. Fondazione tedesca per il fegato
2. Ridurre al minimo l’alcol Anche quantità moderate possono causare danni a lungo termine; il vino rosso resta alcol e il mito dell’effetto protettivo è stato smentito. Centro epatologico Gerok di Friburgo
3. Puntare al normopeso In presenza di fegato grasso, normalizzare il peso corporeo rappresenta la svolta dimostrata scientificamente, più efficace di qualsiasi preparato. Centro epatologico Gerok di Friburgo
4. Fare attività fisica regolarmente L’attività fisica migliora il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, e quindi le condizioni di lavoro del fegato. Centro epatologico Gerok di Friburgo
5. Mangiare in modo equilibrato Verdura, legumi, cereali integrali, grassi sani, frutta a basso contenuto di fruttosio: la base di una cucina rispettosa del fegato. Società tedesca per la nutrizione
6. Prendere sul serio la prevenzione In presenza di fattori di rischio (sovrappeso, diabete, valori epatici elevati), è necessario rivolgersi a un medico per gli accertamenti, non affidarsi a una cura. Centro epatologico Gerok di Friburgo

Un programma si dimostra nella vita quotidiana. In concreto, significa sostituire le bevande zuccherate con acqua e tè non zuccherati, limitare l’alcol a occasioni prestabilite o sospenderlo del tutto, fare attività fisica consapevolmente almeno cinque giorni alla settimana e orientare l’alimentazione verso verdure, legumi, cereali integrali e grassi sani. Abbiamo illustrato separatamente quali piccoli accorgimenti quotidiani producono i maggiori effetti: Alleggerire il fegato nella vita quotidiana. Chi si fa seguire da un medico all’inizio – ad esempio con un controllo dei valori epatici prima e dopo dodici settimane – trasforma una buona intenzione in un progresso misurabile.

La nostra promessa in qualità di fornitori: vendiamo integratori alimentari e, nonostante ciò, ve lo diciamo chiaramente: nessun prodotto in capsule sostituisce queste sei leve. Chi vi promette il contrario si muove al di fuori di ciò che è consentito per gli integratori nell’UE. È esattamente ciò che leggerete nella sezione successiva.

Cura del fegato come integratore alimentare: cosa ci si può aspettare?

Le aspettative nei confronti di un preparato per una «cura del fegato» devono rimanere modeste: non si tratta di un’opinione, ma di diritto dell’UE. Ai sensi del Regolamento sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute (Regolamento (CE) n. 1924/2006), gli integratori alimentari possono riportare soltanto indicazioni sulla salute autorizzate. Per il fegato esiste una sola indicazione autorizzata:

La colina contribuisce al mantenimento della normale funzionalità epatica.Indicazione sulla salute autorizzata ai sensi del Regolamento (UE) n. 432/2012; consentita solo per i prodotti la cui porzione giornaliera fornisce almeno 82,5 mg di colina (il 15% del valore nutritivo di riferimento di 550 mg).

Promesse pubblicitarie come «disintossica», «depura», «drena» o indicazioni come «in caso di fegato grasso» sono categoricamente vietate per gli alimenti; ingredienti vegetali come il cardo mariano o il carciofo possono essere dichiarati come ingredienti, ma non possono essere associati a indicazioni sugli effetti. Questo non sminuisce la pianta: limita soltanto ciò che ci si può aspettare. Gli indizi provenienti dagli studi non costituiscono un’autorizzazione. Chi è interessato alla tradizione e alle evidenze scientifiche sul cardo mariano troverà un’analisi separata nella guida Cardo mariano per la funzionalità epatica. Un criterio pratico di selezione resta leggere le clausole scritte in piccolo: i fornitori seri scrivono solo ciò che l’UE consente.

Riquadro sulla trasparenza: Naturhof Leberkur – cosa scriviamo e cosa no

Diamo il buon esempio. La nostra linea di prodotti Naturhof Leberkur contiene estratto di cardo mariano, estratto di carciofo, estratto di tarassaco, colina e le vitamine B6, B12 e acido folico.

Cosa scegliamo quindi consapevolmente di non scrivere: che il prodotto “pulisce”, “disintossica”, “depura” o “protegge” il fegato: nessuna di queste parole sarebbe consentita per un integratore alimentare e nessuna sarebbe onesta. L’unica indicazione supportata giuridicamente è quella relativa alla colina.

Cosa troverete invece: l’elenco completo degli ingredienti e tutti i dosaggi dei nutrienti riportati sull’etichetta e nelle informazioni sul prodotto, così potrete verificare autonomamente cosa contiene e inserirlo nel contesto della vostra alimentazione quotidiana. Per una panoramica: i nostri prodotti per il fegato in sintesi.

Nota: gli integratori alimentari non sostituiscono un’alimentazione varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Conservare fuori dalla portata dei bambini. In caso di gravidanza, allattamento, assunzione di farmaci o malattie epatiche preesistenti, consultare il medico prima dell’assunzione.

Per chi è indicata una cura del fegato?

Una cura del fegato intesa come programma di stile di vita è utile per le persone con fattori di rischio: sovrappeso, diabete di tipo 2 in famiglia, consumo regolare di alcol, valori epatici elevati o una vita quotidiana caratterizzata da molti zuccheri e poca attività fisica. Per queste persone, il periodo strutturato offre una base per un cambiamento duraturo. Gli adulti sani senza fattori di rischio non hanno bisogno di una cura e, in presenza di una malattia epatica nota, a decidere non è il mercato delle cure, ma il medico.

In altre parole: la domanda su chi possa trarre beneficio da una cura del fegato si risponde considerando i fattori di rischio, non lo scaffale dei prodotti. Un periodo strutturato di cambiamento dello stile di vita è utile per tutti coloro che vogliono modificare il proprio peso, il consumo di zuccheri o di alcol e hanno bisogno di una struttura per farlo. I prodotti detox non sono indicati in presenza di patologie, perché inefficaci e potenzialmente rischiosi; chi assume farmaci, è in gravidanza o allatta dovrebbe consultare il medico prima di assumere qualsiasi integratore. Chi ha valori epatici elevati o una malattia epatica nota dovrebbe inoltre iniziare dal medico, non dal negozio online: diagnosi e decisioni terapeutiche spettano al medico.

Come si riconosce che il fegato ha bisogno di supporto?

Di norma il fegato non dà segnali. Un sovraccarico, come la steatosi epatica, nella maggior parte dei casi non provoca sintomi tipici per anni. Talvolta compaiono segnali aspecifici come stanchezza persistente, calo delle prestazioni, senso di pressione nella parte superiore destra dell’addome o prurito; non sono però indicativi. Gli unici parametri affidabili sono i valori ematici come ALT, AST e GGT, determinati presso il medico di base.

È meglio controllare là dove si effettuano le misurazioni: per una prima valutazione è sufficiente un esame del sangue presso il medico di base, con ALT, AST e GGT; a seconda dei risultati possono aggiungersi un’ecografia o ulteriori parametri. Abbiamo raccolto in un articolo dedicato quali altri segnali possono indicare valori epatici alterati: Sette segnali di valori epatici alterati. È importante interpretarli correttamente: questi segnali sono un motivo per sottoporsi a un controllo, non una diagnosi. E, viceversa, un esame del sangue normale, in presenza di fattori di rischio persistenti, non esclude la necessità di prevenzione: la steatosi epatica rimane spesso silente per anni, motivo per cui le persone a rischio dovrebbero affrontare attivamente l’argomento con il medico.

I 3 errori più frequenti in un percorso per il fegato

Tre errori fanno la differenza tra un cambiamento riuscito e un abbandono frustrato. Errore 1: la brevità, cioè una dieta dei succhi di sette giorni invece di una riduzione del peso sostenibile nel tempo. Errore 2: la capsula come sostituto dello stile di vita, anziché come complemento strettamente limitato. Errore 3: l’eccezione del fine settimana, che vanifica la riduzione dell’alcol. Chi conosce queste insidie può impostare in modo sensato un percorso per il fegato:

❌ Errore 1: la dieta dei succhi di 7 giorni come soluzione rapida
Le diete estreme modificano a breve termine l’apporto energetico, ma non «depurano» alcun organo. Al termine della dieta, la vecchia quotidianità torna nella maggior parte dei casi: l’effetto yo-yo è ben documentato.
✅ Corretto: 4–12 settimane di stile di vita sostenibile
La riduzione degli zuccheri, le pause dall’alcol e l’attività fisica quotidiana vengono impostate in modo che le abitudini durino nel tempo. Il Gerok-Leberzentrum di Friburgo indica proprio questi fattori come efficaci.
❌ Errore 2: la capsula come sostituto del cambiamento
Nessun preparato può sostituire i sei fattori chiave; inoltre, sui prodotti non possono comparire diciture come «disintossica» o «depura».
✅ Corretto: integrazione solo come complemento, con dosi realistiche
Chi desidera assumere anche colina dovrebbe controllare sull’etichetta che ve ne siano almeno 82,5 mg per dose giornaliera: è comprovata solo l’indicazione relativa alla colina, nient’altro.
❌ Errore 3: il compromesso del vino rosso nel fine settimana
«Un bicchiere fa bene» è un mito smentito; le eccezioni ricorrenti finiscono per vanificare qualsiasi riduzione dell’alcol.
✅ Corretto: regole chiare sull’alcol, definite in anticipo
Prof. Böttler: «No, il vino rosso non fa bene al fegato, nemmeno in piccole quantità». Le settimane senza alcol devono essere parte integrante del programma.

Il fatto che tutti e tre gli errori siano così diffusi ha una ragione: promettono risultati rapidi senza disagi. Le evidenze ribaltano quest’ordine: il successo nasce nelle settimane impegnative tra la data d’inizio e la valutazione. Consiglio pratico: prima di iniziare, fissate un appuntamento presso il medico di base, definite due o tre obiettivi misurabili (bevande, giorni di attività fisica, peso) e stabilite la valutazione dopo dodici settimane. Affinché la cura rimanga utile e non finisca nella frustrazione, conta meno il piano perfetto della durata: un programma ancora in corso dopo quattro settimane ha già ottenuto ciò che i programmi brevi non riescono mai a ottenere.

Cura del fegato vs. disintossicazione del fegato vs. Detox: qual è la differenza?

Nel commercio i termini si sovrappongono, ma nella sostanza sono distinti. “Cura del fegato” è il termine generale e, a seconda del contesto, può indicare un programma di stile di vita o un prodotto. “Disintossicazione del fegato” descrive un processo biochimico reale: la biotrasformazione in due fasi che il fegato svolge autonomamente. “Detox”, infine, è un termine di marketing privo di definizione scientifica, valutato criticamente sia dal centro di tutela dei consumatori sia da Stiftung Warentest.

La distinzione diventa rilevante in pratica in due casi. Primo, quando si leggono le pagine dei prodotti: se sulla confezione compare “Detox” o “disintossicazione”, si tratta di una promessa pubblicitaria priva di autorizzazione: un buon criterio per orientare la decisione d’acquisto. Secondo, per comprendere il proprio corpo: la disintossicazione avviene comunque, 24 ore su 24, nelle fasi I e II della biotrasformazione. Nel nostro articolo Disintossicare il fegato – verifica dei fatti biochimici spieghiamo passo dopo passo come funziona biochimicamente questo processo e perché “Detox”, come promessa di prodotto, è legalmente vietato.

Domande frequenti

Una cura del fegato è utile?

Sì, ma dipende dalla forma. Come programma di stile di vita, una cura del fegato può essere utile: cambiamento dell’alimentazione, attività fisica, meno alcol e peso normale sono i pilastri che il Centro epatologico Gerok di Friburgo descrive come efficaci. Come prodotto in capsule o cura detox, una cura del fegato non è scientificamente dimostrata; secondo il centro di tutela dei consumatori, non esistono “scorie” che debbano essere eliminate.

Cos’è una cura per il fegato?

Il termine non è definito né giuridicamente né dal punto di vista medico. Può indicare un programma di stile di vita della durata di diverse settimane, con cambiamenti dell’alimentazione, attività fisica e riduzione del consumo di alcol, oppure un integratore alimentare o un programma detox di breve durata in capsule o succhi. Solo la prima variante ha una base medica: il fegato è l’organo deputato alla disintossicazione e non ha bisogno di essere depurato, bensì di buone condizioni per funzionare.

Quanto dovrebbe durare una cura per il fegato?

Come programma di stile di vita, da quattro a dodici settimane è un periodo realistico: abbastanza tempo perché la riduzione del peso, l’attività fisica e il cambiamento delle abitudini alimentari diventino stabili. In presenza di steatosi epatica, l’entità del sovraccarico determina il decorso; il controllo dei valori epatici spetta al medico. I programmi di sette o quattordici giorni disponibili in commercio non possono eliminare le cause – zucchero, alcol, sedentarietà, sovrappeso.

Ogni fegato ha bisogno di una cura?

No. Un fegato sano si rigenera da solo e svolge le proprie funzioni 24 ore su 24, senza alcuna cura. Un programma di stile di vita diventa utile solo in presenza di fattori di rischio come sovrappeso, diabete di tipo 2, consumo regolare di alcol o valori epatici elevati. In tal caso, il primo passo è una valutazione medica, non un prodotto in capsule.

Cosa può dichiarare una capsula per la depurazione del fegato?

Nell’UE sono autorizzate solo indicazioni sulla salute approvate e per il fegato ne esiste esattamente una: «La colina contribuisce al mantenimento della normale funzione epatica», consentita solo per prodotti la cui porzione giornaliera fornisce almeno 82,5 mg di colina. Indicazioni come «disintossica», «depura», «drena» o «sostiene il fegato» non sono ammesse per gli integratori alimentari.

Come riconosco che il mio fegato è sovraccarico?

Nella maggior parte dei casi, per nulla: un fegato sovraccarico – ad esempio in caso di steatosi epatica, che interessa circa un terzo degli adulti in Germania – spesso non causa sintomi tipici per anni. Segnali aspecifici come stanchezza o senso di pienezza non ne sono una prova. Sono affidabili solo i valori di laboratorio come ALT, AST e GGT, la cui interpretazione avviene presso il medico di base.

Fonti e ulteriori informazioni

Per approfondire su Steiger Naturals: Pulire il fegato: il grande fact-check spiega come è nata l’idea della pulizia annuale del fegato, cosa ne pensa la medicina e quali sei leve sono invece realmente efficaci.

Avvertenze importanti
Questo articolo ha esclusivamente finalità informative ed educative e non costituisce una consulenza medica. In caso di disturbi, valori epatici elevati, malattia epatica nota o prima di assumere integratori alimentari, consultare sempre un professionista sanitario qualificato, in particolare durante la gravidanza, l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci. Le indicazioni relative alla salute presenti su questa pagina si limitano ai claim autorizzati ai sensi del Regolamento (CE) n. 1924/2006 dell’UE; gli integratori alimentari non sono destinati al trattamento, all’attenuazione o alla cura delle malattie e non sostituiscono un’alimentazione varia ed equilibrata né uno stile di vita sano.
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